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Ilpra on the road to Meat-Tech 2021

Con la tanto attesa ripresa dell’attività fieristica, Ilpra non poteva mancare alla fiera Meat-Tech, il più importante punto di incontro della filiera dei salumi, delle carni e dei piatti pronti, un’occasione unica in cui promuovere il made in Italy nel mondo. Con più di 65 anni di esperienza nel settore e più di 17000 macchinari installati in tutto il mondo, Ilpra progetta e realizza soluzioni per il confezionamento alimentare, cosmetico e medicale. L’azienda si distingue per la vasta gamma di macchine termosaldatrici, termoformatrici e riempitrici/saldatrici, tutte estremamente personalizzabili in base alle necessità della clientela e progettate per rispondere alle differenti esigenze della piccola, media e grande produzione.

Con i propri modelli, Ilpra si propone di garantire al cliente un partner affidabile ed efficace per la propria produzione, in grado di ridurre i consumi, aumentare la produttività e garantire la qualità del prodotto. La fiera Meat-Tech è l’occasione perfetta per presentare tutte le novità su cui Ilpra ha investito, un palcoscenico di rilievo per esporre modelli come la nuova FoodPack Hyper, termosaldatrice in linea completamente meccanica pensata ed ideata per l’alta produttività, disponibile nelle versioni 1000 e 1250. Dotata delle più recenti ed innovative tecnologie che assicurano velocità e precisione, questo modello è ideale per il confezionamento di un’ampia gamma di prodotti come frutta e verdura, carne, latticini, pesce, piatti pronti e molto altro. Oltre alla FoodPack Hyper, nel grande stand di Ilpra, verranno esposti modelli per tutte le linee. Ma non è tutto, in occasione della Fabbrica Sostenibile di Meat-Tech, Ilpra presenterà un’esclusiva linea dimostrativa dal contenuto altamente tecnologico ed innovativo. In particolare, la linea completamente automatica dal caricamento alla pallettizzazione è ideata per la produzione e il confezionamento di hamburger in contenitori realizzati con materiali riciclabili. Per due volte al giorno, la linea verrà messa in funzione e i visitatori potranno assistere ad una vera e propria simulazione delle fasi produttive di uno stabilimento alimentare.

www.ilpra.com 


 

La nuova Centralina Servizi MG2: efficienza e affidabilità con un'anima green

Alla costante ricerca di soluzioni innovative, anche MG2 guarda al green con la nuova Centralina Servizi capace di una riduzione dei consumi fino al 45% rispetto alla versione precedente. La nuova soluzione, infatti, si arricchisce di alcune importanti features, portando ancora più in alto l'efficienza e le performance operative tipiche della produzione di MG2.

Le funzionalità

La centralina servizi è un'unità di aspirazione e pulizia in dotazione alle macchine MG2 pensata con tre obiettivi funzionali:

aprire le capsule tramite il vuoto; trattenere correttamente le capsule durante i diversi passaggi in macchina; aspirare la polvere dispersa nel durante il funzionamento della macchina. L'operatività costante della centralina servizi garantisce la piena efficienza della macchina in termini di pulizia e funzionamento, grazie all'integrazione di pompa di aspirazione e filtri.

Le novità

La centralina servizi di MG2 è un sistema di indiscussa efficacia su cui i tecnici MG2, alla costante ricerca di soluzioni migliorative, hanno lavorato, ottimizzando la costanza delle performance, riducendo i consumi ed i livelli di rumorosità. Interventi che allineano la centralina servizi al paradigma green, che vede anche l'industria chiamata a partecipare alla salvaguardia dell'ambiente sia all'interno della fabbrica che su scala globale, con strategie specifiche.

Gli aspiratori ad alta efficienza, a differenza del sistema precedente, non lavorano sempre alla massima velocità; grazie alle nuove soluzioni studiate da MG2, aspirazione e operatività vengono modulate automaticamente sulla base delle esigenze operative della macchina, a tutto vantaggio di efficacia, rumorosità e consumi.


FEDERMACCHINE: DOPO UN 2020 DA DIMENTICARE IL 2021 SARà RIPRESA

Chiuso un 2020 davvero da dimenticare con cali a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali è pronta per la ripresa che si attende già a partire dal 2021. Questo è, in sostanza, quanto emerge dalle rilevazioni effettuate a gennaio dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, la federazione delle imprese costruttrici di beni strumentali.

Nel 2020, il fatturato dell’industria italiana di settore è sceso a 39.674 milioni di euro, il 17,9% in meno rispetto al 2019. Sul risultato complessivo hanno pesato sia la riduzione dell’export, calato, del 15,9%, a 27.177 milioni, sia il calo delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, scese, del 21,8%, a 12.497 milioni di euro.

L’effetto della pandemia si è dunque riverberato su tutti i principali indicatori ed è apparso particolarmente pesante sull’andamento del consumo interno che ha registrato un crollo del 22,6%, attestandosi a 19.826 milioni di euro. La riduzione della domanda italiana di nuovi macchinari ha avuto un impatto pesante non solo sulle consegne interne ma anche sulle importazioni calate, del 23,9%, a 7.329 milioni di euro.

Differente sarà il tenore del 2021. Secondo le previsioni elaborate dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, quest’anno il fatturato tornerà a crescere, recuperando però solo in parte il terreno perso; infatti, con un incremento atteso dell’8,9% rispetto all’anno precedente, si attesterà a 43.200 milioni di euro.

Il parziale recupero sarà determinato sia dall’export, atteso in crescita dell’8% a 29.349 milioni di euro, sia dalle consegne dei costruttori italiani che, in virtù di un incremento del 10,8%, raggiungeranno il valore di 13.850 milioni di euro.

Il consumo italiano di beni strumentali, sostenuto anche dagli incentivi fiscali previsti dal piano Transizione 4.0, salirà a 22.279 milioni di euro, il 12,4% in più rispetto al 2020, trainando non solo le consegne dei costruttori ma anche le importazioni che dovrebbero segnare un recupero del 15%, raggiungendo il valore di 8.429 milioni di euro.

Giuseppe Lesce, presidente FEDERMACCHINE, ha così commentato: “il 2020 è stato anche per il settore dei beni strumentali un anno da dimenticare. Nonostante ciò, visto l’andamento dei primi mesi, le cose potevano andare decisamente peggio. Con questo non voglio dire che siamo soddisfatti ma - ha continuato il presidente di FEDERMACCHINE – rilevo che le aziende italiane del settore hanno dimostrato di saper tenere e il mercato di saper reagire”.

“Con questi presupposti e con le indicazioni di contesto che ragionevolmente ci portano a confidare in un miglioramento della situazione sanitaria su scala globale, possiamo pensare che il 2021 ci permetterà di recuperare parte del terreno perso”.

“Infatti, se il blocco della mobilità resta ancora un grande problema per un settore fortemente esportatore come il nostro, gli incentivi fiscali previsti dal piano Transizione 4.0 per tutto il 2021 e 2022, sosterranno certamente gli investimenti in nuovi macchinari nel nostro paese”.

“Ciò di cui abbiamo bisogno è la fiducia - ha concluso il presidente Giuseppe Lesce - e questa può venire soltanto dalla chiara certezza di poter contare su una campagna vaccinale rapida e diffusa tra la popolazione e su una relativa stabilità politica e economica. Per questo alle autorità chiediamo di agevolare la ripresa della normale attività di governo, più che mai necessaria ora, e concentrare le proprie risorse e i propri sforzi sull’organizzazione di tutte quelle iniziative che possono favorire l’uscita del paese dalla crisi sanitaria”.

www.ucimu.it


 

CIBUS TEC  CONFERMA LE ATTESE E CHIUDE CON 40 MILA PRESENZE

NELL’ULTIMO GIORNO FOCUS SULLA IV GAMMA,

UN MERCATO DA 880 MILIONI

(Parma, 25 ottobre) Thomas Rosolia, presidente di KPE Koeln Parma Exhibitions - JV Koelnmesse GmbH e Fiere di Parma   - commenta così la quarta ed ultima giornata di Cibus Tec: “I numeri sono sensazionali. Confermate le 40 mila presenze attese di cui  25% estere”.

Numeri da leggere al fianco dei 1300 espositori ( il colosso tedesco Anuga Food Tech ne totalizza 1650), dei 400 brand esteri, dei120 mila mq di spazio espositivo occupato che complessivamente fanno di questa 52ma edizione, un’edizione da record.

Numeri che per Antonio Cellie - CEO di Fiere di Parma - sono la riconferma che le collaborazioni a livello internazionale fanno crescere anche il Made in Italy. “ Grazie a un’attenta calendarizzazione  - afferma - abbiamo fatto crescere sia Parma che Colonia. Assieme al nostro partner - continua Cellie - stiamo già pensando a nuovi format da lanciare nel 2021”.

A chiudere la 4 giorni di incontri, dimostrazioni e meeting (50 nel complesso), un focus sulla IV Gamma a cura di Freshcutnews in collaborazione con Omnibus.

Il mercato della IV gamma vale 880 milioni di euro e registra  una crescita del 3,1% in valore e del 6% a volume, anno su anno, discount compresi. Performance positive che abbracciano diversi segmenti: insalate (760 milioni), verdure da cuocere (89 milioni), e crudité (31 milioni con una crescita del 2% a valore e del 6% a volume).

È un comparto che continua a crescere in termini di fatturato. Tuttavia ancora non galoppa”, afferma Giancarlo Colelli docente di Scienze e tecnologie agrarie all’Università di Foggia - allineandosi in questo ad Andrea Montagna presidente dell’Unione Italiana Food IV Gamma.

La IV gamma funziona e sempre più persone acquistano ortofrutta ad alto contenuto di servizio  perchè è comoda da consumare, ma  “questi prodotti però vanno raccontati in un modo nuovo. A mio parere - sostiene Montagna-  sarebbe utile puntare sull’aspetto convenience sfruttando al meglio le innovazioni tecnologiche”.

Insomma il messaggio del convegno è chiaro: la IV gamma può galoppare se attraverso le nuove tecnologie si arriva a comunicare  al consumatore che oltre ad essere comoda è fresca, buona da mangiare e con elevati valori nutrizionali.

Ed è proprio in questa direzione che va il recente progetto “Sus&Low”, “un progetto finanziato per 600.000 euro dal bando Prin del Miur - spiega a margine Colelli - che punta a realizzare una sorta di lettore ottico in grado di leggere e interpretare la storia del prodotto e dell’imballaggio semplicemente guardandolo”.

Un ulteriore passo nella direzione della trasparenza e della sostenibiltà per la quale il consumatore è disposto a pagare anche di più.

www.cibustec.it


 

 

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